
L’olio di oliva è un condimento tipico della cucina mediterranea che apporta numerosi benefici all’organismo. Infatti, è risaputo che il consumo di olio di oliva sia un toccasana per il cuore e le arterie, oltre che aiutare a prevenire disturbi legati al metabolismo, come il diabete, la gotta, l’ipercolesterolemia e la sindrome metabolica.
Tuttavia, è necessario sapere quanto olio al giorno deve essere consumato per evitare che, invece, questo condimento consumato in modo eccessivo possa aggiungere calorie e grassi extra alla propria alimentazione. Ad esempio, i grassi dovrebbero rappresentare circa il 20-35% delle calorie giornaliere.
L’olio di oliva, quindi, è in grado di migliorare la salute dell’organismo, ma deve essere individuata la giusta quantità. Non è un caso, infatti, che nelle diete venga indicato quanti cucchiai di olio al giorno bisogna utilizzare per condire i piatti. Inoltre, è bene tener presente che queste indicazioni devono essere personalizzate in base alle esigenze individuali.
Ecco le risposte alle domande più frequenti.
A cosa fa bene l’olio crudo?
L’olio crudo è considerato un vero toccasana: infatti, si ritiene che assumerne le giuste quantità, permette di prevenire e contrastare il colesterolo nel sangue, aiuta a combattere l’invecchiamento e l’azione dei radicali liberi, così come, grazie alla sua spiccata azione antimicrobica e antinfiammatoria, consente di prevenire alcune malattie. I grassi come l’olio di oliva, poi, favoriscono l’assorbimento di alcune vitamine liposolubili quali A, D, E, K e dei carotenoidi.
Nonostante l’olio di oliva sia un condimento grasso, contiene OEA, una molecola che accelera il metabolismo e favorisce la digestione.
L’olio a crudo va preferito sia perché in questo modo vengono limitati calorie e grassi che aumentano in modo esponenziale con la frittura, ma anche perché le temperature elevate causano il rilascio di sostanze che possono essere tossiche per la mucosa gastrica e per il fegato e addirittura cancerogene. Ogni tanto, comunque, ci si può concedere una frittura, ma è meglio preferire quelle fatte in casa con olio d’oliva che ha un punto di fumo elevato.
Quanto olio extravergine si può assumere?
L’olio di oliva viene utilizzato per cucinare e per condire i piatti e, quindi, è bene chiedersi quanti cucchiai di olio si possono assumere al giorno?. Per godere di tutti i benefici dell’olio di oliva senza eccedere nei quantitativi, sono necessari circa 40 grammi al giorno, pari a 3 o 4 cucchiai. Infatti, bisogna considerare che l’olio di oliva ha un apporto calorico di circa 9 kcal per grammo ed è quindi molto calorico.
Come usare l’olio nella dieta?
Evitare di utilizzare l’olio di oliva se si è a dieta è un errore. Infatti, si tratta di un ingrediente che apporta tanti benefici e che stimola il metabolismo. Tuttavia, quello a cui bisogna prestare attenzione è sicuramente a quanto olio consumare giornalmente e a come utilizzarlo nel modo giusto. Come accennato in precedenza, meglio utilizzare questo condimento a crudo per far si che le sue proprietà rimangano inalterate. C’è però un eccezione: se si tratta di cucinare il sugo, meglio aggiungere l’olio in cottura per potenziare il potere antiossidante di questo ortaggio.
Quale olio fa bene al fegato?
In caso di problemi al fegato, come la steatosi epatica grassa non alcolica, è consigliato il consumo di olio extravergine di oliva che svolge un effetto protettivo di questo organo grazie all’idrossitirosolo che va a rimuovere il grasso accumulato.
Che succede se si mangia troppo olio?
Usare troppo olio, però, vuol dire, arricchire un piatto con calorie e grassi in eccesso che possono appesantire il corpo favorendo l’accumulo di chili superflui. Inoltre, se un consumo moderato fa abbassare il colesterolo, quando invece si accede con l’olio di oliva si avrà l’effetto opposto.
Qual è l’olio più magro?
Molto spesso si pensa che l’olio di semi, ovvero come quello di mais, girasole e arachidi, sia meno grasso e più salutare dell’ extravergine d’oliva, ma in realtà questa sensazione è legata solo al fatto che l’olio di oliva abbia un gusto forte rispetto a quello di semi, ma in realtà il contenuto calorico è identico e l’olio di semi ha un contenuto elevato di grassi polinsaturi (circa il 50%). L’olio migliore, quindi, è sicuramente quello extravergine di oliva, soprattutto se consumato a crudo. Quindi, è normale chiedersi, quale olio si può adoperare per chi ha il colesterolo alto?
Secondo una ricerca del MérieuxNutriSciences, l’olio di semi di mai è indicato per tenere sotto controllo la quantità di colesterolo cattivo nel sangue e agirebbe, in generale, in modo positivo sul livello totale del colesterolo.